1 – 2 – 3 AGGIUDICATO!

Di sicuro Berlino, per uno studente di architettura, è una di quelle capitali Europee a cui mettere il check nella lista “Città da visitare”.

Eisenman, Mies Van Der Rohe, Le Corbusier, Niemeyer, Libeskind, Siza, Rogers e molti altri, sono i Maestri che hanno lasciato il segno nella capitale tedesca.

Nel momento in cui mi sono ritrovato a girare per la città io, accompagnato da tre architetti, non vedevo l’ora di visitare la Corbusierhaus, realizzata da Le Corbusier nel 1957 in occasione dell’esposizione “Interbau 57”.

Arrivati davanti a questo capolavoro dell’architettura abbiamo iniziato a girarci attorno per ammirarne gli esterni. Non soddisfatti, appena trovata la porta d’ingresso ci siamo catapultati all’interno per farci una passeggiata lungo i corridoi. Non eravamo ancora contenti, non ci bastava: volevamo entrare in uno dei duplex, gli appartamenti a doppia altezza più disegnati e studiati dagli studenti.

Così, curiosi e decisamente molesti, abbiamo iniziato a bussare a tutte le porte che incontravamo lungo il percorso. Nessuno osava aprire: non deve essere facile avere a che fare con le ossessioni di un gruppo di “feticisti” dell’architettura, se si vive all’interno dell’Unitè.

Al quinto piano però, nel corridoio di porte gialle, abbiamo notato un gruppo di persone fuori un appartamento. C’era parecchio movimento: un flusso continuo di gente che entrava e usciva e si bisbigliava all’orecchio parole in tedesco che, anche volendo, non avremmo mai capito.

Cogliendo nell’aria che poteva trattarsi di un’occasione ci siamo avvicinati e, cercando di mimetizzarci tra la folla e facendoci largo tra le gambe delle persone, ci siamo ritrovati improvvisamente all’interno della “pipa” progettata da Le Corbusier. Immediatamente, davanti ai nostri occhi: l’ampia finestra di fronte l’ingresso, la cucina sulla destra, le scale che portano al soppalco sulla sinistra, il bagno e la camera da letto al piano superiore… tutto era al suo posto, più o meno. La vecchia inquilina aveva, in realtà, modificato qualcosa rispetto alle piante che conoscevo bene, anche se l’Unité di Berlino è leggermente diversa dalla sua sorella francese. I duplex, infatti, non si mostrano in tutta la loro interezza, gli alloggi sono più piccoli e non si sviluppavano come delle “pipe” intere, ma dimezzate.

Poco dopo, continuando a girare, ci siamo accorti di essere dei partecipanti ignari di un’asta giudiziaria.

Sì, proprio qui, proprio a Berlino, nell’Unité d’Habitation.

Una volta usciti tutti fuori nel corridoio è iniziata ufficialmente l’asta. “Viertausendfünfhundert!”, “Fünftausend!” -  i partecipanti facevano le loro offerte - “1 – 2 – 3 Ausgezeichnet!”.

Alla fine un fortunato, per qualcun altro un folle, si è aggiudicato il contenuto dell’appartamento per 9.500,00€. Perlomeno così ci ha tradotto un signore italiano che partecipava all’asta.

Noi, intanto, il nostro bottino l’avevamo ottenuto. Eravamo entrati!!!

Andrea DI CINZIO

il viaggio attraverso le immagini >>

Facciata dell’Unitè d’Habitation (Corbusierhaus) nel quartiere di Charlottenburg di Berlino, firmata dall’Architetto Svizzero Le Corbusier, (1957)

©N Marco Santomauro

Interno dell’Unitè d’Habitation ©N Marco Santomauro

Interno di un appartamento all’asta  ©Andrea Di Cinzio