carte postale parisienne | lorenza geraldine

Non abbiate paura di nulla!

 

Nell'antitetica concomitanza tra inesistenza di certezze e nella certezza della relatività del tutto, una preponderante consuetudine è il cambiamento, la rivoluzione, lo spostamento da una posizione ad un'altra, che sia questo fisico, psicologico, ideologico o di ogni altro genere.

 

Il tutto è destinato a cambiare: ogni infinitesima porzione di materia nell'universo muta nell'arco di millesimi di secondi, piante animali, cose e persone si muovono in continuazione: si spostano da un punto all'altro della Terra, che a sua volta ruota su sè stessa e ruota intorno al Sole; Sole, terra, come gli altri pianeti, la luna, come gli altri satelliti, ruotano intorno al centro della Galassia, la quale si muove e si espande, come si espande il tutto, l'universo, l'infinito, se di infinito è concesso parlare: tutto si muove, tutto cambia.

Ma cos'è il cambiamento? non è altro che un'evoluzione, un percorso, è un iter, è un Viaggio, è Vita.

L'infinito ha intrinseco in sè il viaggiare; l'infinito non può rimanere inerte essendo un qualcosa in continuo divenire, qualcosa di mai definito, è una perdizione nell'illimitato; rarissima o nulla è la possibilità che un corpo ritorni nel suo stato primigenio e, se anche dovesse accadere, sarebbe comunque una condizione differente da quella immediatamente precedente e destinata irrimediabilmente a mutare nuovamente. Parlare di un infinito fermo, di un Viaggio immobile o di una Vita apatica, che in fondo tra loro non sono altro che sinonimi, emblematizzerebbe la figura retorica dell’ossimoro.

Il Viaggio è dunque una condizione necessaria alla Vita, se non metafora di essa, o addirittura vita stessa. "Che cosa non è un viaggio? [...] il viaggio coincide con la vita, ne più, ne meno", [Todorov], è vita sia nella fisicità che nell'interiorità. Un Viaggio è scoperta, è conoscenza, è ricchezza di nuove terre e di nuovi "io", "io" estranei alla nostra persona o parte di essa. Il Viaggio è un percorso infinito, essendo infinito lo spazio, infinita la coscienza interiore ed infinita la conoscenza del tutto, in modo da rendere gli animi, specialmente quelli più nobili, consapevoli dell'insaziabilità, dell'inappagabilità della loro propensione verso la completezza e l’assoluto.

Il viaggio è libertà e viaggiare è liberarsi; liberarsi è un momento importante. L’erasmus è un’esperienza di libertà, un’esperienza autentica ed imprescindibile, in un momento della vita in cui si è in bilico tra l’ancora ardente e giovane spensieratezza ed il progressivo avvilimento della forza propulsiva verso i nostri fantasticati sogni.

E’ un nuovo tempo, una nuova dimensione per conoscere sé stessi e trovarsi (o ritrovarsi), trovare il tempo della libertà per il ricordo e per il desiderio dell’avvenire in un intenso presente, trovare il tempo per le proprie più intime passioni, trovare il proprio percorso, trovare i propri cambiamenti e i più propri desideri. E’ “rallentare per poi accelerare con un ritmo fluente di vita nel cuore”.

E’ un nuovo spazio. Nuove atmosfere. Culture, lingue, opinioni, opportunità da cogliere.

Molto probabilmente è impossibile descriverne l’essenza, ma tenterò con una breve serie di Parole, scelte accuratamente, di avvicinarmi alle molteplici sensazioni che possano essere mosse nei nostri “io” in questo singolare viaggio. Forse “scelte” non è nemmeno il termine adatto. Lascia quasi intendere  che si abbiano tutte le parole davanti e si stia li a far fare loro un provino per poi selezionare le migliori. No. Non è questo. La mente fa acrobazie eccezionali ed esasperate, ma ignote, inesplorate, oscure e che nel fare queste acrobazie si imbatta in occasioni di singolare natura nelle quali riesce a cogliere e riportare delle semplici reminiscenze. Queste reminiscenze sono le Parole, ma potrebbero essere segni, disegni, note, forme, linee o qualsiasi forme elementare.

Paura, insicurezza, indipendenza, nostalgia, libertà, forza, passione, scoperta e riscoperta, opportunità, formazione, incontro, cambiamento, crescita, ricchezza, ESPERIENZA.

Si potrebbe avanzare con una ricercata moltitudine di termini, ma ci si allontanerebbe dai propositi di sintesi e estrapolazione che erano stati premessi.

 

E… Parigi! Devo davvero parlare di Parigi? Convogliare quest’esperienza tanto preziosa in una città altrettanto ricca ed articolata è l’apice della compiutezza di questo Viaggio. Densità, varietà, raffinatezza, creatività: queste le parole che la contraddistinguono. Parigi è poesia, è una musa, è un’amante. Non si può non innamorarsene. Ringrazio il mio destino per avermi fatto questo enorme dono.

 

Non abbiate paura di nulla!

 

 

Lorenza Geraldine

 

 

aube sur Paris depuis l'Île Saint-Louis  ©Lorenza Geraldine