Comprendere i messaggi

 

Maneggiamo spesso monete (e banconote) con immagini di celebri architetture; una scelta che non riguarda solo gli euro, ma esemplari di ogni tempo e paese, almeno dai Romani in avanti. Ciò significa che si può comunicare con l’architettura. Ma, per trasmettere cosa? E, dell’architettura del passato, cogliamo realmente i messaggi dei committenti e dei loro architetti o quelli che il nostro tempo ci suggerisce?

Seguendo Vitruvio potremmo dire che l’opera da costruire è portatrice di un significato, e che spetta all’architetto darne ragione. Ma l’architettura parla da sola, come ben sapevano Pericle e, più tardi, gli imperatori romani che ne fecero abile strumento di propaganda, imitati, in questo, da molti altri governanti antichi e moderni.

I monumenti dell’acropoli di Atene sono il classico esempio di ciò che l’architettura poteva e può tuttora comunicare: la superiorità della cultura e dell’arte attica su quella degli altri popoli antichi. E già lo storico Plutarco, scrivendone dopo sei secoli, così giudicava le opere architettoniche volute da Pericle: “Per bellezza infatti ciascuna fu subito allora antica, per freschezza finora è nuova e appena finita. Così emana sempre una giovinezza, che conserva intatto l'aspetto dal tempo”. Ma, se questo è il senso del Classico, esso è anche il vero significato, il vero messaggio trasmesso dall’architettura: quando è veramente tale, cioè solo in rari casi,  essa è in grado di esprimere una bellezza tale da suscitare la gioia estetica a fruitori ed osservatori di tutti i tempi e paesi.

Inoltre, cambiando i modi di ammirare l’architettura elencati da John Ruskin, in esempi di ciò che l’architettura può comunicare, potremmo suggerire: suscitare sentimenti: con la suggestione offerta dall’ambiente, dalle condizioni di luce, o da situazioni particolari di uso di un edificio; trasmettere un compiacimento: il piacere provato da proprietari o estimatori di fronte al fasto o alla grandiosità di un edificio;

espressioni di ordine tecnico: l’apprezzamento per il magistero costruttivo;

espressioni artistiche e razionali: per Ruskin era l’apprezzamento di decorazioni scultoree e pittoriche di un edificio, per noi la sintesi equilibrata di forma, struttura e funzione e, di conseguenza, l’armoniosa concezione dello spazio interno.

La diversa capacità di cogliere i vari significati dipende dalla diversa preparazione di quanti fruiscono l’architettura: così, solo chi ne abbia studiato le caratteristiche è in grado di comprenderne le vere qualità, mentre altri ne apprezzeranno la tecnica costruttiva, la monumentalità o, infine, la forza di suggestione.

Forse è anche tenendo conto di questi aspetti che gli architetti di oggi e, soprattutto, quelli di domani, potranno soddisfare i veri bisogni della società, favorendo anche lo sviluppo di un autentico senso del bello.

 

 

Adriano Ghisetti

 

 

Tito, sesterzio, Roma 80-81 d.C. Tito su sella curule attorniato da armi. R/ Il Colosseo.