[...]

Guagnano, ore sette in punto, precisamente steso nel mio comodo e caldo letto, suona la solita sveglia e mi ricorda che devo andare a lavoro. Circa quindici minuti per consumare un tristissimo caffè accompagnato da dei biscotti e sono già sull’uscio della porta del mio appartamento. Abitare al sesto piano sarebbe un problema fastidioso per tutti ma non per me. Anzi… non vedo l'ora… Scendo leggiadramente e dolcemente le scale volteggiando qua e la, creando "coreografie" differenti ogni giorno. All'improvviso però… un urlo... "Gianluca smettila di fare il ballerino! Sei solo un elettrauto in un paese di quattromila abitanti! ”. La solita portinaia che, come ogni giorno, non perde occasione per rimproverarmi. Le rispondo, da anni ormai, che il mio sogno è fare il ballerino e lei, come sempre, mi risponde con un agghiacciante sguardo che va dall'inorridito all'ambiguo. Il lavoro non aiuta ad allontanare dalla mia testa questa passione. Tanto che cerco di mantenere l'officina sempre pulita e in ordine (quasi un palcoscenico) e quando ho dei momenti di pausa, non perdo occasione per piroettare e saltare per tutta la bottega. Chissà, magari cercando di trovare qualche passo che possa piacere alla portinaia...