DIGITAL DESIGN TALKS

 

Come le altre città anche Milano subisce e si trasforma sotto il fascino della primavera, ma con un entusiasmo che ha poco a che fare con lo sbocciare dei fiori, è una città in ricerca. Istallazioni, mostre, feste, famosi aperitivi e inaspettati dialoghi: Il Fuorisalone.

Personalità diverse si ritrovano qui a condividere le proprie ricerche, gli immaginari e le nuove prospettive. Perché di questo dovrebbero vivere i prodotti e i servizi, di significati e emozioni.

Ho vissuto questi luoghi d’incontro nella Design Week 2019, con le lunghe code all’ingresso, le iscrizioni anticipate e decine e decine di persone in ascolto.

 

Quello di oggi è un tempo lento, un tempo di sospiri, ma non un tempo fermo. I “talks”, da sempre organizzati durante la settimana del design, resistono e rinascono digitali. Dialoghi che ci rendono liberi e accrescono il desiderio di sognare in grande. In questo momento storico così difficile la tecnologia ci aiuta e forse rende la cultura più accessibile, più vicina. E in un attimo, raggiungiamo online le parole di qualcuno che avremmo potuto ascoltare solo viaggiando.

 

È il caso del progetto “Decameron” lanciato su Instagram dalla Triennale di Milano, uno dei centri culturali più importanti e attivi della scena nazionale. Già il nome scelto ci suggerisce il desiderio di raccontare storie nuove in un tempo così complicato. E proprio in questi giorni in cui Milano avrebbe accolto, forse il suo evento più importante, Paola Nicolin intervista Michele De Lucchi, architetto, designer e direttore della rivista Domus nel 2018. Insieme riflettono sull’isolamento forzato e sulle reazioni future, il potere del dialogo, il ruolo della tecnologia e ancora le scoperte di fisica quantistica che hanno influenzato il modo di intendere gli spazi. Siamo entrati in casa e nel pensiero di De Lucchi, nelle sue stanze, tra i suoi quadri e i suoi immaginari:

 

Il Salone del Mobile è una festività.

Noi italiani siamo famosi nel mondo per il nostro inconfondibile stile di vita, tutti lo invidiano.

Non solo per l’immagine della pasta, il mandolino e la mafia,

ma soprattutto per le così dette tre F cioè food, forniture e fashion.

L’Italia come l’arte di saper vivere.

Non possiamo perdere questa nostra caratteristica perciò siamo responsabili di garantirla.

Tante persone aspettano aprile per vedere il Salone del Mobile ed esserne immersi,

e sentirsi pizzicare, non solo perché esponiamo nuovi prodotti da immettere nel mercato,

ma perché ci danno un’idea del palcoscenico in cui viviamo.

Ci danno una visione proiettata del grande futuro.

Mi aspetto, quindi, che l’anno prossimo sia meno consumistica perché

i prodotti non esistono solo per aggredire il mercato, ma per dirci qualcosa in più.

E allora, che siano prodotti di dialogo.


 

CHIARA TUTTOLANI –

L’intervista live continua sul profilo Instagram della Triennale di Milano.

>>>  https://www.instagram.com/triennalemilano/channel/

 

Paola Nicolin intervista MICHELE DE LUCCHI | LIVE Decameron

stazione metro Cadorna | Salone del Mobile 2019 ©Chiara Tuttolani