Geo Urbanism

 

Nella modernità il progetto incorporava il futuro, lo anticipava, muoveva dalle contraddizioni del presente per trovare soluzioni organizzative, tecniche e spaziali per delineare un futuro migliore. Il progetto esprimeva una straordinaria fiducia nella scienza, nel progresso, ma  la sua proiezione temporale non si perdeva in un futuro lontano come accadeva nelle utopie sociali, produceva, piuttosto, modelli per il breve e medio termine. I piani regolatori urbanistici per tutto il secolo scorso avevano una proiezione temporale di 15-20 anni.  E’ ancora così? A cavallo tra ‘800 e ‘900 grandi opere infrastrutturali e grandi piani di trasformazione delle città si realizzavano nell’arco di pochi anni. Di fronte alla crisi funzionale e sanitaria delle città, il progetto politico e tecnico riusciva a trovare soluzioni avanzate capaci di imprimere una svolta duratura allo sviluppo urbano.. Oggi è diverso, soprattutto nel nostro paese. Il progetto sembra essere inerme di fronte al cambiamento dell’ambiente, del clima e alle profonde trasformazioni di un territorio a rischio, caratterizzato dalla espansione di suoli degradati e abbandonati. Il nuovo scenario richiede un progettualità diversa, un arco temporale  del progetto più lungo e profondo rispetto a quello della modernità. Il problema sta proprio qui, il progetto ingabbiato in disegni politici di breve respiro, è bloccato sull’oggi, su un presente accettato come ineluttabile. Il progetto deve ora incorporare  un futuro di più lungo periodo, acquisire una capacità di visione d’insieme ampia e nello steso tempo ravvicinata, attenta alle reti lunghe e a quelle locali. Un progetto flessibile, addattativo, in grado di adeguarsi sia alla scarsezza delle risorse dell’oggi, sia alla necessità di confrontarsi con visioni di lungo termine.

La nuova dimensione del mondo urbanizzato e l’aggravarsi delle condizioni ambientali prodotte dal crescente inquinamento dell’aria, delle acque, dei suoli e dal surriscaldamento del pianeta, impongono nuovi paradigmi e nuovi strumenti per il Piano e il Progetto. Se il Landscape urbanism e l’Ecological Urbanism hanno registrato la crisi della città contemporanea, introducendo nella pianificazione una forte componente paesaggistica ed ambientale ci sembra avere senso mettere al centro della riflessione sulle nuove strategie di intervento: sia la dimensione geografica dei territori, sia il suolo, inteso nel suo spessore biosferico ( atmosfera, sottosuolo, acque, tutti elementi decisivi per la rigenerazione dell’ambiente). Il riferimento alla geografia si impernia, in realtà, sulla sua radice Geo,Terra. Occorre una visione progettuale urbanistica della Terra. Geo come dimensione territoriale della città che si dilata fino alla scala planetaria; Geo come condizione ambientale necessaria per reagire alla catastrofe del cambiamento climatico; Geo come globalizzazione e geopolitica; Geo come geomorfologia, come forma del territorio; Geo come geologia, suolo, terreno, crosta terrestre che ingloba il costruito,divenendo nel suo insieme  il supporto delle trasformazioni urbane; Geo come sito, luogo, contesto locale, ma aperto alle reti del globale, geografia come sistema di reti di infrastrutture insediative, tecnologiche, ambientali. Una geo-urbanistica per una geo-città. Geo-urbanism come strategia di conformazione, correlazione e integrazione delle infrastrutture ambientali.

 

Rosario Pavia.