IAM

Sono Giorgio Barba, lo stesso che era seduto per terra vicino al caminetto di nonna a scarabocchiare sul retro di un vecchio calendario e la mia unica preoccupazione in quel momento era trovare tra infiniti pastelli la giusta tonalità di verde per la chioma dell’albero, quando si avvicinò mia zia e mi chiese con tono scherzoso “cosa vuoi fare da grande?” io senza alcuna esitazione risposi “l’architetto” allora mi richiese “Cosa fa un architetto?”. La domanda (avendo non più di sette anni) mi mise in difficoltà e credo di aver risposto qualcosa del tipo “l’architetto è quello che fa le case” ma la risposta pensandoci non convinse nemmeno me figuriamoci zia. Quella risposta così vaga, segnò la strada da inseguire nella mia vita. Già da piccolo volevo fare l’architetto e ho portato questo desiderio fino a questo momento che sono iscritto al secondo anno di architettura. Quella domanda mi perseguita fino ad ora che dovrei essere in grado di rispondere a quel “banale” quesito posto a un bambino che sognava e sogna ancora adesso a distanza di quattordici anni di fare un mestiere così affascinante com’è quello dell’architetto. Si, sono un testardo sognatore e, tutto ciò che sogno mi piace trasformarlo in realtà, anche se un sogno lo inseguo da quattordici anni e sono ancora all’inizio del percorso.