Giocare con lo spazio. E' da qui che inizia il processo di trasformazione dello spazio realizzato dal GRUPPO 3. L'atteggiamento progettuale cerca una nuova interazione del vuoto tra il vecchio Polo Pindaro e il nuovo Polo Micara, fino ad oggi limitato a una zona di passaggio rapido e fuggitivo. Il nostro scopo, invece, è quello di valorizzare il campus di Pescara, vivendo lo “spazio-tra".

 

Il primo passo  è stato quello di capire le esigenze degli studenti e lavorare, a partire da qui, sulla riqualificazione degli accessi, delle aree di sosta e dei percorsi. Il progetto dello spazio di mezzo nasce dall'interpretazione-traduzione di ciò che esiste [pieni|vuoti|flussi], definendo un concept che consente ad ogni studente di abitare lo spazio attraverso una fitta rete di relazioni e trasversalità.

 

L'episodio architettonico si genera poi attraverso giochi di tracce a terra ed il design di particolari ambiti, definendo 6 macroaree differenti ma -allo stesso tempo- unite dalla sovrapposizione di 3 elementi [linea|superficie|volume], per 7 azioni pensate per le esigenze di ogni studente [riposare|relazionarsi|creare|studiare|esporre|giocare|mangiare].

 

Questa è una piazza! Zone adibite allo studio invadono lo spazio sotto la copertura del Polo Micara e in prossimità della sala delle riviste con sistemi di appoggio e sedute. Terrazze verdi e aree relax, poste lungo le zone perimetrali dei poli e nello spazio che viene a crearsi adiacente alla rampa, permettono agli studenti di rilassarsi ed estraniarsi per un momento dallo studio. Coffee-bar e social-space in fondo alla “piazza” danno l’opportunità agli studenti delle diverse Facoltà di trovare un punto di incontro nel quale relazionarsi e avere un’area di ristoro comune. Una zona espositiva, in collegamento con il primo piano dei Laboratori, permette agli studenti di esporre i propri lavori in una zona comune ed accessibile a tutti. Una passerella sospesa tra i due poli ed un sistema di risalite creano una maggiore accessibilità e continuità degli spazi. Un insieme di coperture, poste lungo il perimetro interno alla piazza, affiancate al Polo Pindaro e sovrastanti il nuovo bar, permette di vivere lo spazio nei mesi invernali, con schermature che non ne compromettono l'uso estivo e creano un collegamento semi-coperto tra i due poli.

L'insieme di trasversalità fisiche e relazionali si espande oltre la "piazza" comprendendo l’intera Zona Universitaria attraverso una serie di interventi a scala più ampia: la definizione di un parcheggio per risolvere il problema dei posti auto; l'inserimento di una strada-parco che collega la Pineta D'Annunziana e l’altra strada-parco: quella della zona centrale di Pescara; e tracce di pavimentazione che si espandono verso l'intorno come una rete che abbraccia tutto quello che è il territorio urbano dell’Università.

Una strategia spazio-tempo si affianca al concetto di fattibilità definendo     3 step temporali [azioni necessarie e prioritarie | azioni di aggiunta | azioni di completamento], per riscrivere nuovo assetto e nuovi significati, dando vita ad un insieme di relazioni formali e funzionali.

 

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