PLAYSPACE QUESTA NON E’ SOLO UNA PIAZZA


Spesso ci troviamo a vivere spazi abbandonati. Nella accezione del termine, abbandonare qualcosa significa lasciare questa a se stessa, senza porvi attenzione. La nostra percezione dello spazio tra il polo di viale Pindaro e il polo Micara è stata proprio questa, generata da una mancata progettazione di quello che sarebbe dovuto essere il tessuto connettivo tra i due poli, legante non tangibile tra due strutture molto diverse tra loro, ma che è diventato a tutti gli effetti un non luogo. Le criticità quindi che lo accompagnano sono molteplici, prima tra tutte la mancanza di identità. Stentiamo a credere che qualcuno parlando di questa sede parli di campus, perché manca tutto ciò che potrebbe definirlo tale: non ci sono sedute, non ci sono percorsi, non c’è verde, non ci sono alberi, non c’è illuminazione.
La nostra filosofia di progetto è stata quella di restituire alla città di Pescara un campus con una forte valenza identitaria, riallacciando questo al contesto esistente (piazza Accademia) e in divenire (strada Parco), cercando di risolvere le maggiori problematiche riscontrate da noi studenti.
Il punto di partenza è stato la riconquista degli spazi pedonali, oggi inesistenti affiancati da macchine e rampe per parcheggi. Si è quindi ripensato l’accesso ai garage sotterranei, creando uno spazio quanto più circolare possibile che, con i percorsi trasversali esistenti, garantisse una permeabilità tra interno ed esterno. L’accesso di viale Pindaro assume una connotazione importante di nuova testata del campus. Sedute ombreggiate, giardino sopraelevato e cambiamento di pavimentazione, ne scandiscono lo schema che ritroviamo nelle rampe alternate a verde che ci conducono allo spazio di progetto posto a quota più bassa. Il parterre è stato pensato come una combinazione di diversi materiali: materiali drenanti, manto erboso e specchi d’acqua che contribuiscono a regolare il benessere microclimatico degli spazi aperti e renderne piacevole la fruizione estiva. Nodo cruciale il fronte del vecchio polo, oggi piatto e grigio che è stato riprogettato come qualcosa di tridimensionale avente caratteristiche e forme diverse. Sullo sfondo di questa nuova quinta, una lunga parete verde propone una pelle sempre nuova, la cui vegetazione varia come colore al variare delle stagioni. I portici ripensati come spazi relax, diventano un unicum caratterizzato da serre aggettanti ospitanti vegetazione, che diventano i nuovi caratteristici ingressi alle aule poste al livello inferiore.
Un ringraziamento speciale ai nostri tutor.

G_7