IAM

“Mi capitò una volta, a un crocevia, in mezzo alla folla, all’andirivieni. Mi fermai, battei le palpebre: non capivo niente. Niente, niente del tutto: non capivo le ragioni delle cose, degli uomini, era tutto senza senso, assurdo. E mi misi a ridere.”

La sapevo a memoria, l’avevo provata un’infinità di volte, ci avevo lavorato fino a farla mia. Avevo cercato il personaggio a lungo, per poi rendermi conto che bastava che mi guardassi dentro. Avevo fatto appello ai miei ricordi, alle mie emozioni, per poter rivivere quella fugace sensazione di smarrimento che arriva quando si pensa troppo a qualcosa. E lì sola, su quel palco, circondata da volti e da luci, oltre la voce tremolante, il copione non esisteva più. Mi ero davvero guardata attorno senza riconoscere nulla. Avevo realmente provato il lampo di cui parlava Calvino. E lo stavo spiegando a coloro che non sapevano. Stavo raccontando loro di quella saggezza diversa, che permette di ripartire da zero per pochi attimi.

Ilde Manuela Paolucci.