Giotto ebbe Cimabue come maestro. Leonardo imparò dal Verrocchio. La prima apparizione di Raffaello fu accanto a Perugino. Le antiche botteghe erano vere e proprie fabbriche di talenti. A Paduli, piccolo centro vicino a Benevento, lei ha ancora oggi una casa bottega. Quanto è importante avere un maestro? E che rapporto ha con le giovani generazioni? è ancora il tempo di sperimentare insieme?

 

MP - I maestri sono nella storia, i giovani devono imparare dalla storia.

 

Lei si è trovato ad operare in diversi contesti urbani riuscendo a stabilire un dialogano con la gente nella città. Penso a l'opera Montagna di sale è stata duplicata ed esposta in Piazza del Plebiscito a Napoli per poi raggiungere Piazza Duomo a Milano, la Porta d’Europa a Lampedusa o la Croce in Piazza Santa Croce a Firenze. Lei ha definito queste opere effimere, cioè che non si pongono come monumento ma sono epifanie. In tutte queste città le sue opere sono divenute icone, simboli di nuova vita, hanno indotto le persone a considerare la modificazione di uno spazio pubblico riconosciuto. Sulla scorta delle sue esperienze quando un’opera d’arte cessa di essere dell’artista e diventa di tutti?

 

MP - Si pongono come epifanie, come uno schermo cinematografico, a luce spenta svanisce la magia.

 

Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro, questa sua opera del 1977 sancisce il ritorno alla pittura che caratterizza la fine degli anni ’70 con la riscoperta della figurazione pittorica come gesto rivoluzionario. Oggi, più di allora, mutano i modi di sperimentare, di diffondere le informazioni e la conoscenza in un vortice di cambiamento sempre più accelerato. Crede che in quest’epoca attuale sia necessario un altro atto di rivoluzione?

 

MP - È sempre tempo di rivoluzione. Oggi è più difficile e rara.

 

Le sue opere sono spesso inserite in contesti con un forte carattere identitario, luoghi ricchi di storia, di segni e simboli, che denotano da sempre un forte legame con l’architettura, il paesaggio e con gli elementi geometrici che lo caratterizzano. Qual è il suo approccio progettuale quando si trova ad operare in contesti architettonici di rilevanza?

 

MP - Di attenta osservazione, e rispetto dello spazio architettonico.