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LE CUPOLE DI KIEV

Siamo nel XXI secolo e parlare di certe cose sembra quasi paradossale: sentire ogni giorno di una guerra in atto è qualcosa che ci rende increduli di ciò che ci circonda.

Le guerre non sono mai cessate nel mondo ma ora ce n’è una proprio qui, accanto ai nostri confini a minacciare i popoli a noi vicini e spaventarne tanti altri. Questo evento getta storicamente tutto il mondo occidentale in un vecchio sentimento d’angoscia che tutti speravano, anzi erano sicuri, di non dover più provare. Eppure, il mondo è ancora a questo punto… vergognosamente a questo punto…

Sono una ragazza di ventun’ anni e mi disarma cercare di affrontare questo argomento: non riesco ad immaginare le sensazioni di chi vive in Ucraina e cosa possono provare i ragazzi della mia stessa età.

Le notizie parlano da un anno a questa parte di città bombardate e centri distrutti che dovranno essere ricostruiti. Quindi mi chiedo: sarà questo un problema degli architetti di domani?

Spero di visitare tanti luoghi nella mia vita, cosa che non ho ancora avuto l’opportunità di fare. Posso però condividere un’esperienza per me importante, che ha acquisito ulteriore valore a causa di quello che sta accadendo, e raccontarvi di una delle città ucraine che ho visitato prima che venissero bombardate dagli attacchi russi.  Avevo quindici anni ed ero ancora un po’ piccola ed ingenua e non mi ero ancora avvicinata al mondo dell’architettura.

 

Se potessi rivedere quei monumenti ora li osserverei sicuramente con occhi differenti.

 

Nonostante questo, la bellezza delle città mi spiazzò. In particolar modo Kiev, che brillava con le sue cupole dorate sparse qua e là. Cupole imponenti, che caratterizzavano tutto il panorama e che le conferivano un fascino orientale inaspettato.

Photo  – Caterina Bascelli per WOO

La piazza principale è Piazza Majdan, intrisa di sentimenti patriottici. Oggi la sua superfice torna ad essere un luogo di scontri e guerriglie come lo è stata nel 2014 con le rivolte dei cittadini contro l’ex governo di Janukovyč. Due anni più tardi delle rivolte, nella piazza vi erano, in ricordo dei tragici eventi, le foto dei giovani caduti a causa di colpi di cecchini sparati sulla folla. Ricordo che la prima vista della Piazza l’ho avuta dall’alto, su una passerella sospesa che faceva apprezzare la maestosità di questo spazio collettivo unico.

Sullo sfondo si notavano alti edifici posti a semicerchio che fanno da cornice ad uno dei monumenti simbolo della piazza: Porta Liadski di carattere classicheggiante che, data la sua posizione, può essere considerata come un varco d’accesso. Sulla cima è presente una statua dell’Arcangelo Michele patrono della città. In linea d’aria troviamo il Monumento all’Indipendenza: una colonna celebrativa costruita in occasione dei dieci anni d’indipendenza del Paese. Anche quest’ultima in stile classicheggiante, arricchita da elementi dorati che richiamano le cupole delle chiese della città. Sulla parte finale della colonna c’è invece una statua di una divinità slava, figura che è stata assunta per simboleggiare il nazionalismo ucraino.

Patrimonio dell’UNESCO è invece il Monastero Pečerska Lavra che nasce sul monte Berestov all’interno della città di Kiev. Il complesso ricorda una roccaforte in stile barocco e roccocò caratterizzato dalle sfarzose cupole dorate citate anche in precedenza. Elemento di particolare interesse sono le catacombe situate al disotto del monastero. All’ingesso, come in ogni altro edificio di culto, le donne dovevano coprirsi il capo con una sorta di foulard scuro. In queste catacombe, profonde anche fino a quindici metri, vennero conservate le mummie dei monaci considerati santi. I corpi sono adagiati in piccole nicchie lungo i percorsi completamente bui illuminati solamente da alcune candele. Particolare è la devozione dei fedeli che si osservava in questo luogo di pellegrinaggio e il forte è il senso di spiritualità che ti invade.

Le altre chiese visitate furono: la Cattedrale di San Vlodymyr, sempre in centro città, costruita in stile neobizantino con sette cupole alcune dorate e altre di colore blu e una facciata molto riconoscibile di colore giallo. La chiesa è situata vicino alla zona universitaria di Kiev. Ricordo che la sede dell’università mi colpì molto: in stile neoclassico ma di un colore rosso vivo inaspettato.

L’ultima fu la Cattedrale di San Pancrazio, circondata da bellissimi giardini. La facciata bianca e rossa questa volta era sormontata da grandissime cupole nere. Nel momento in cui la visitai i fedeli stavano svolgendo una celebrazione particolare in cui le donne portavano in chiesa grandissimi mazzi di fiori.

Questi edifici fortunatamente non sono stati colpiti dai bombardamenti ma in tutta l’Ucraina numerose sono le chiese e i luoghi di culto danneggiati. Le cupole di Kiev oggi non brillano in un cielo limpido e sereno ma osservano dall’alto i tragici eventi che accadono in città e nel resto del paese.

– di Caterina Bascelli

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