Didattica ed Innovazione - Pescara Summer School 2015 

 

Le università italiane hanno spesso delle difficoltà nell’innovarsi e nel proporre modelli alternativi della didattica ma ogni tanto succede qualcosa di veramente positivo che è in grado di coagulare docenti e studenti e creare uno spirito di reale e costruttivo confronto. Questo è stata la Pescara Summer School.

Malgrado esista una sorte di ossimoro nell’accorpamento della parola Summer (estate, vacanza, riposo) con la parola School (scuola, attività, lavoro), Il Dipartimento di Architettura – Università G.D’Annunzio ha scommesso su un modello didattico ed attivato la Pescara Summer School con l’intento di rispondere alle trasformazioni urbane delle città dell’Adriatico, attraverso un’esperienza di progetto e ricerca che coinvolge direttamente studenti, laureandi, docenti e tutors di varia provenienza.

La Pescara Summer School ha avuto luogo nelle prime due settimane di Settembre quale uno dei cinque output del protocollo di intesa tra il Comune di Pescara ed il Dipartimento di Architettura dell’Università G.D’Annunzio. La Summer School ha avuto un numero altissimo di iscrizioni (450 studenti), è stata strutturata in 10 Laboratori, vi hanno lavorato più di 90 persone tra docenti, tutors e collaboratori, ha affrontato dieci aree strategiche della città per un totale di circa 145 ettari di suolo urbano, ha avuto l’adesione di quattro università straniere del bacino Adriatico, in una singola serata sono stati cucinati 60 kg di pasta per più di 500 persone. Ci sono stati 15 eventi collaterali organizzati anche insieme ad altre associazioni, intenzionalmente programmati nell’arco temporale della Summer School, tra cui conferenze di ospiti esterni, il Domus Day, la Festa dell’Architettura sotto l’asse attrezzato, le iniziative Spazi Aperti, Città di Sabbia - ovvero la costruzione di plastici di sabbia sull’arenile -, il PechaKucha al Matta, il premio Ad’A ed altro.

Questi aspetti restituiscono la portata dell’intera iniziativa che si è trasformata in un evento eccezionale dove i numeri degli studenti sono diventati il punto di forza, generando una critical mass che ha letteralmente invaso la sede del Dipartimento di Architettura per i 12 giorni ed ha soprattutto dato forza agli eventi esterni coinvolgendo, oltre ad altri studenti, anche molti professionisti e cittadini di Pescara.

Per la prima volta gli studenti hanno usato il Dipartimento come “casa”, arrivando presto la mattina e lavorando fino alle 24,00, orario prolungato in cui il Dipartimento è rimasto eccezionalmente aperto. Nei momenti di svago hanno giocato a biliardino o a palla negli spazi aperti del Dipartimento o si sono semplicemente seduti sugli scalini per fumarsi una sigaretta.

Dal punto di vista strettamente didattico, gli studenti hanno lavorato intensamente, si sono sentiti coinvolti in un’esperienza diversa, si sono impegnati ed hanno prodotto dei lavori sicuramente paragonabili, se non superiori, a quelli che avrebbero prodotto in un normale corso universitario della durata di più mesi. Concentrare il lavoro e l’energia in un arco temporale ristretto spesso produce degli effetti positivi ed in questo caso ha fatto scaturire negli studenti un senso di appartenenza che li ha accomunati in una sola grande famiglia, quella degli studenti della Summer School di Pescara del 2015.

 

Lorenzo Pignatti.