Grey Frame_by Matteo Pendenza
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Io non sono di Milano!_by Maura Mantelli
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Milano non è la mia città o perlomeno non lo è sempre. Arrivo, l’assorbo per qualche giorno e scappo. Durante il Salone del Mobile moltissime persone diventano invasori, si appropriano della città, ne riempiono le strade..l’affollano! Poi sistematicamente si riparte per tornare alla propria realtà. Come cambia la città in relazione a questi eventi? Circa trecentosessantamila visitatori come si relazionano con Milano? Forse non sono queste le prime domande da porsi..forse c’è da chiedersi come vive un vero milanese questo cambiamento.. E questo è quello che ho fatto. Massimiliano nella tua quotidianità il Salone del Mobile quanto influenza le tue abitudini e come trasforma la città?
Il Salone del Mobile è una straordinaria occasione per entrare nel mondo del “bello”. I cittadini di Milano, residenti, studenti, semplici pendolari sono influenzati da questo evento e, da settimane prima, ne temono la straordinaria potenza. Il caos, il movimento, il traffico sono parte integrante dell’evento stesso. La città è viva, allegra, puntuale. La mia quotidianità in questi giorni dell’anno è influenzata nei tempi, nei programmi e negli appuntamenti. Ma questo non è affatto un punto negativo. Ci si adatta con piacere e con la consapevolezza di far parte di un evento mondiale.

Di quale immagine legata a questo evento ti ricorderai sempre?

L’immagine di un gruppo di ragazzi senza sonno, senza fame, senza orari con una passione per il “bello” che diventa contagiosa.

Potresti darmi un motivo per tornare a vedere Milano nel periodo del Salone e uno per non tornarci? Se ce ne sono?

Non ce ne sono, motivi per non tornare. Ci sono soltanto immagini da vivere per la prima volta. E poi riviverle perché il “bello” cambia di anno in anno, si evolve così come si evolve la nostra sensibilità. Il prossimo anno sarà tutto diverso, noi, l’evento, le immagini che ci regalerà e che ci resteranno per sempre. Arrivederci.

Massimiliano. 34 anni. Milanese.

Gommista : Elettrauto : Autofficina_by Miriam D'Ignazio
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Riciclare spazi: spazi di lavoro che diventano spazi d’avanguardia per esporre il lavoro del collettivo +31(0)13, dei WM e dello studioberg. L’influenza del nord Europa, in zona Lambrate, con WE MADE IT, WORKMATES E BERLIN REFLECT, riconosce corrispondenze attive ormai da tempo. Garage rivestiti a festa per ospitare, riconoscere e confrontare il lavoro di  giovani designer europei. Qualche lustrino in meno e un po’ di verità in più, un garage è sempre un garage! Dov’era l’odore dell’olio bruciato?

@Via Ventura 2, Milano

 

And you, LOVEtheSIGN!?_by Miriam D'Ignazio
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Via Ventura14, tavolini, sgabelli, shop e wi-fi gratuito: una bottiglia d’acqua nel deserto per giovani reporter in cerca di energia elettrica per i loro smartphone e computer e soprattutto del dio internet per poter pubblicare i propri articoli! Il tutto coccolati dal favoloso design firmato B-LINE! What’s else?! Un momento di relax per scoprire cos’èLOVEThESIGN. Ce lo racconta Marzia Gandini (think PR) : “ LOVEThESIGN è il nuovo e-commerce del design, dai grandi marchi alle eccellenze dell’artigianato emergente. Nasce dall’idea di tre ex manager di Privalia per creare un sistema di sostegno per quelle aziende che non avrebbero la forza di vendere on line o all’estero e per i marchi che non hanno già un sistema all’interno della propria azienda. Diventa quindi un vero e proprio osservatorio di tendenze su cosa si cerca e su cosa il cliente ha difficoltà a reperire.” Grazie LOVEThESIGN per le comodità offerte al FuoriSalone, ma soprattutto per il tuo lavoro della difesa del diritto d’autore e design originale, weLOVEu!

@Via Ventura 14, Lambrate 

TERRA di RANA_by Miriam D'Ignazio
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Pioniera del design olandese, ma fondata a NYC da Jan van der Lande e Kazumi Hamaya, Kikkerland è oggi un’organizzazione globale, che raccoglie artisti di talento in tutto il mondo. “Inventive, witty and smart” la creatività dilagante grazie alla quale anche il gadget più utilitaristico diventa una piacevole scoperta. Kikkerland coniuga forma, funzione e ingegno per creare oggetti intelligenti che incuriosiscono! Have fun in the Frog Land!
@ Ventura Lambrate

Re-industrial life_by Maura Mantelli
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Nei quartieri periferici di Milano dove soffia il vento della rivolta, il Fuorisalone ci racconta un’architettura frammentata dalle vite di chi le ha abitate..Una kermesse quella di Lambrate Ventura che mette in mostra i vecchi e ormai vuoti contenitori del passato. Una vecchia sala da barbiere, un’autofficina, un gommista, abitazioni superate, vecchi ed enormi spazi industriali pronti per essere invasi.
La delocalizzazione delle produzioni, la stessa crisi economica ha favorito le conseguenti migrazioni delle industrie, delle piccole attività e anche delle persone.
L’evento del Fuorisalone riattiva questi luoghi permettendo così di riscoprirli. Lì, dove una volta c’erano forbici e pettini e le donne accompagnavano solo i bambini, si rivive l’invenzione, la creatività, cercando di non snaturare l’essenza di ciò che era prima ma di far coesistere entrambe. Cosa e quanto un muro ingiallito può evocare? Pensare che li dentro c’era la Lambretta lascia tutti incuriositi, e pensare che oggi quegli spazi può occuparli chi progetterà il Design che ci cambierà il futuro non assume un significato diverso.
Difficile è immaginare cosa ci sia dietro tutte le pareti scrostate, facile è lasciarci attrarre dai gusci abbandonati, come diceva Kevin Lynch, e catturare l’immaginazione dei turisti come succede con le rovine romane.
@Ventura Lambrate 

Monete fra le dita_by Matteo Pendenza
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Ho sempre pensato che i soldi facciano i gioielli: entrando in qualsiasi gioielleria del mondo, pagando potremmo averne quante ne vogliamo! … ma con un euro si può avere un anello? Lex Pott ha detto sì! Con la sua straordinaria inventiva ha trasformato una comune monetina in un anello dal design unico ed originale, dove il perimetro a zig zag di un euro si trasforma nella righettata decorazione del nostro nuovo gioiello! La tecnica è semplice: forando al centro con un tornio PLC, ad esempio, i nostri 20 centesimi, potremmo avere un anello misura 18 e dunque ogni moneta potrà assumere varie misure di diametro! Grazie a Pott quindi si possono ‘praticamente’ trasformare i soldi… in gioielli da indossare! Decisamente innovativo!

Un guardaroba in tasca_by Matteo Pendenza
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“COOL!” è l’espressione di stupore che si sente fra i vari spettatori di tutte le nazionalità, di fronte al Woodstock Wardrobe, l’originale e affascinante guardaroba portatile e di facile montaggio, che ha bisogno solo di un muro di appoggio. Questa volta il designer è l’olandese Jeroen van Leur che, osservando la comodità delle tende da campeggio che simboleggiano il tema “porto la mia casa in ogni posto”, ha commentato proponendo “non ci sentiremmo ancor di più a casa se girassimo il mondo portandoci in tasca il nostro armadio personale!?”… sicuramente i nostri abiti saranno così sempre a portata di mano!!!

Lo splendore della ruggine_by Matteo Pendenza
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“Quando stamattina mi sono ritrovato in zona Duomo, un sole meraviglioso splendeva sulle magnifiche sedute di Ale Jordão, giovane artista-designer-architetto brasiliano. È  nata spontanea in me l’espressione stupita come a tutti coloro che si trovavano di fronte a quella simpatica visione ..il riciclo può essere davvero una cosa meravigliosa!!!- ho esclamato a gran voce! Una sedia completamente incellofanata, coperta dalla classica rete arancione che segna i lavori in corso, mi ha dato la percezione di trovarmi davanti a un oggetto che può diventare un altro oggetto, che può essere riciclato, a cui possiamo donare un’ulteriore vita: una vita da opera d’arte! Così Ale Jordão ricava oggetti d’arte di design concettuale, da carrozzerie di automobili come il Maggiolino e altre marche che hanno spopolato in Brasile, come la Chevette, la Kombi e la Parati… È davvero interessante l’assetto finale che ne esce fuori: trattandoli poi con una pittura per automobili, color dorato-arancione, assumono una tattilità quasi plastica.
Importante pensare come una vecchia carrozzeria arrugginita, possa diventare una comoda seduta! Mickey Chair ad esempio, risulta particolarmente interessante: l’artista trasforma il famoso Mickey Mouse, il topolino che tutto il mondo conosce, da cartoon rapido e dinamico a sedia grande e statica, conservando allo stesso tempo l’icona del successo Disney.
Tante sono le sfumature che si possono percepire nel suo stile, ironico e plastico, ma non voglio svelarvi altro per farvi assaporare la sua originalità dal vivo, magari nello scenario magico del Fuorisalone di Milano!”

Cucinare en plein air_by Miriam D'Ignazio
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Nel verde dei giardini della Triennale un’isola di lavoro pensata per stare all’aperto. Open non è una cucina, è molto di più: é una macchina per preparare la cena, bere un bicchiere, ascoltare la musica, chiacchierare in compagnia, cucinare una pietanza mangiare un buon piatto. “La carrozzeria di questa macchina” è in acciaio inox satinato, legni naturali e vetri industriali. Design bucolico alla riscossa!
@Giardini della Triennale, Viale Alemagna, 6

HOST | TRUST |GUEST_by Miriam D'Igrazio
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Città veloci, mutevoli, che cercano di soddisfare le costanti richieste degli eventi. Piene, sature, calme vuote, frenetiche, incostanti. Costruiamo, abbattiamo, occupiamo e ricostruiamo, lasciamo vuoti, creiamo spazi privi di senso. È  una quesitone di Spazi e accessibilità. Airbnb può essere una risposta. Una piattaforma on-line che mette in contatto persone di tutto il mondo, persone che hanno a disposizione degli spazi, di qualsiasi tipo: dalla stanza, all’appartamento, dalla villa al castello, dal trullo a Ostuni alla villa in Toscana, al loft a Milano. La possibilità di vivere con persone del luogo, di condividere i loro spazi e scoprire il loro “stile”. Si scopre la città dal punto di vista di chi la vive e la abita, creando un rapporto di fiducia. Terza era di internet, il ritorno all’offline, alla verità delle relazioni, dall’era degli avatar e profili social, passando per second life, siamo giunti al momento in cui l’online è al servizio delle relazioni vere.

@Piazza XXV aprile

B(u)Y DESIGN_by Miriam D'Ignazio
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Il surrealismo, il consumismo e l’ humor nero di Seletti e Cattelan, affiancati dal bicchiere rosso/bianco di Ron Arad, fanno da sfondo alla Limited Edition dello storico modello di chaise-longue LC4 di Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand prodotta da Cassina in collaborazione con Louis Vuitton. Non solo questo all’interno de LaRinascenteche quest’anno ,dopo aver aperto la design week con l’installazione “In a state of repair” dell’artista Martino Gamper (dedicata al concetto del riutilizzo degli oggetti e realizzata insieme alla londinese Serpentine Gallery) ha avuto uno sguardo d’attenzione per l’estero con uno spazio dedicato al Designblok, importante fiera del design e della moda di Praga, e al made in Spain con una quarantina di prodotti provenienti da 16 studi di design selezionati dalla piattaforma iberica O-Cults. Design supermarket : è aperta la gara delle vendite!

@Piazza Duomo

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Tutti noi siamo in continuo cambiamento, in continua evoluzione.
Il mondo stesso lo è, e con esso anche le sue piante, le sue creature e… “perché no, i suoi oggetti?”. Questa è stata una domanda spontanea nata nei laboratori della Alcar italia, dalla Project Manager Bruna Taurino e dal Concept Designer Giovanni Lamorgese.
Il concetto del RI_USO , da cui avrà origine il nome del progetto, viene partorito per seguire un filo conduttore ben preciso: l’idea di un nuovo concetto di industrial design eco-sostenibile viene accostato al concetto di metamorfosi, di trasformazione. Ogni cosa può diventare un’altra cosa. E questo è assolutamente affascinante.
Trovandomi di fronte a un vecchio serbatoio, proposto qui al Temporary Museum per il Nuovo Design, che, per micro difetti non è passato all’esame del controllo-qualità, l’azienda designer non lo butta, anzi, lo prende in considerazione per farlo rinascere: rimettendolo in forno prende vita, assumendo mille sfaccettature di forme, di effetti cromatici; appunto si evolve, come tutti noi. 
Osservare ogni oggetto che è naturalmente diverso dall’altro, diventando così pezzo-scultura unico, fa pensare: quante sfumature si potrebbero ancor più creare intorno ad esso? Il suo materiale termoindurente, ritornando in forno, diventa sempre più resistente, dando modo di donare alla scultura anche una vita da “esterno”. E può trasformarsi in una seduta, in una lampada, in un oggetto fine a se stesso, dove lo spettatore potrebbe rispecchiarsi, regalandogli ulteriore vita, fra riflessioni e giochi di luce.
Poter vivere, vedere, accomodarsi, osservare, fruire di una cosa che non avrebbe potuto avere sbocchi futuri, che doveva essere accantonata, distrutta, o posizionata in discarica, è per me la vera magia che un designer ha tra le mani: come un dio terreno, l’artista modella quel morto pezzo d’argilla, e col suo alito gli dona vita eterna…

@Temporary Museum for New Design – Superstudio Più, Via Ventura 27, Milano

Bokja!_by Greta Burtini

Design studio Bokja return to Salone with a collection full of happiness and for the first time will be using textiles produced exclusively in their Beirut-based studio that are ready to manufacture at any scale.
Bokja has made a name for themselves by collecting materials, ideas and moment and assembling them together with a democratic design approach, giving each element equal importance. Good Thing Collection of BOKJA!
@Spazio Rossana Orlandi, Via Matteo Bandello, 14-16

La Endless Stair_by Greta Burtini
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Alex de Rijke, direttore dello studio di architettura dRMM entusiasta del progetto, spiega: “La Endless Stair è una scultura temporanea progettata per poter essere riconfigurata all’infinito. Dopo aver inizialmente pensato di collocarla di fianco alla Cattedrale di S. Paul gli organizzatori del London Design Festival hanno deciso che il luogo migliore dove erigere la scalinata fosse all’esterno della Tate Modern, la galleria di arte moderna nota in tutto il mondo, a Bankside. Il connubio tra arte moderna e architettura è il contesto ideale per questa installazione ispirata a Escher, dall’alto della quale i visitatori potranno godere di un panorama mozzafiato su Londra e sul Tamigi. 

@Statale di Milano, Via Festa del Perdono 7, Milano

Don’t lose your epic moment!_by Miriam D'Ignazio
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Come responsabilizzare il fumatore nell’atto di gettare via un mozzicone di sigaretta e inquinare la città?  JTI CLEAN CITY LAB, contest internazionale di design ideato e realizzato da JTI (Japan Tobacco International), ha coinvolto cento studenti di quattro prestigiose scuole internazionali di design nell’ideazione e sviluppo di progetti di comunicazione finalizzati ad aumentare la consapevolezza dei fumatori sull’impatto delle loro abitudini sull’ambiente, per modificare i componenti e ridurre la dispersione dei mozziconi in città. Si è aggiudicato il primo premio il gruppo di studenti del Politecnico di Milano con il progetto #epic moment per la capacità di trasformare un obbligo (cercare un contenitore adeguato per il mozzicone) in un momento epico, felice e conviviale. Un progetto transmediale, la cui possibile declinazione sul web rappresenta una bella opportunità di far circolare un video virale on-line, attraverso un messaggio divertente e coinvolgente. Nel video si vede un distratto fumatore invitato a “calciare” via il proprio mozzicone come se dovesse realizzare il match point decisivo e grazie al quale potrebbe essere acclamato e diventare protagonista di un epic moment!

Bolle di Luci_by Greta Burtini
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Piccole bolle di vetro increspate accanto ad altre bolle più grandi: la luce brilla ovunque!  Nelle grandi bolle si trovano i motori che fanno si che la lampada giri lentamente, creando un mare di increspature di luci e ombre. Lo scopo principale di questo oggetto creato dallo studio Poetic Lab è quello di Voler catturare la bellezza della luce ricreandola in un ambiente domestico.
“Designed to be a symphony composed of flower, mist, light and geometrically-shaped granite, where the result is a…’scene’ instead of merely a physical object. What holds the flower is not something physical, but a misty volume of light.”
@Spazio Rossana Orlandi, Via Matteo Bandello, 14-16

CO.CO.CO. con gli ARCO’_by Miriam D'Ignazio
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COstruire, COoperare, COncretizzare. L’associazione Codici & Bulloni che gestisce lo spazio YATTA!, un “makerspace” che il Comune di Milano di recente ha assegnato loro con un bando pubblico, ha coinvolto gli Arco’ nella loro alternativa Open Week. Una settimana conclusasi con una giornata di intenso lavoro: un workshop gratuito di autocostruzione in cui dei giovani studenti, guidati dal gruppo di architetti e ingegneri della COoperativa Arcò, si sono cimentati nella progettazione e realizzazione di complementi d’arredo in cartone. La collaborazione tra lo spazio Yatta e gli Arcò avrà seguito: questo è stato solo il primo passo per l’organizzazione di altri momenti d’incontro in cui poter sperimentare nei cosiddetti “spazi del fare” la COncretezza del progetto e la COoperazione interscalare e interdisciplinare. 

@YATTA! fai-da-noi makerspace (Viale Pasubio, 14)

Tera Towers_by Matteo Pendenza
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Alla fine ci si accorge che son VASI senza essere più i soliti vasi. Da teraplast sono diventati torri, palazzi, strade e sculture, vi ho passeggiato in mezzo, sono diventato cittadino e spettatore di questo landscape urbano così realistico e così ironico. I vasi sono stati decontestualizzati, da contenitori sono diventati puro contenuto, merito delle mani di MILLO. Lui è uno street artist, la sua arte è b/w, il risultato affascina e strabilia.

The Magic of the porcelain_by Greta Burtini
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Maarten Kolk (1980) en Guus Kusters (1979) work together since 2009. They both graduated cum laude from the department Man and Leisure at Design Academy Eindhoven. They develop autonomous projects and work as exhibition designers and curators. The poetry they find in nature, history, color and landscape are the foundation of their work. They try to translate this into objects, material applications, exhibitions and innovative production methods.

Vuoto a Rendere_by Matteo Pendenza
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Chiudendo gli occhi e concentrandomi un pochino, ricordo una lontana visita con alcuni miei amici al Museo MADRE di Napoli: ci bloccammo immediatamente su quella piccola scatoletta gialla, con sopra scritta una frase strana, firmata Piero Manzoni. “MERDA D’ARTISTA”. Scoppiarono in una risata chiassosa, ma io stetti in silenzio, con un sopracciglio alzato e un altro abbassato, cercando di interrogarmi su come si potesse chiamare quella “opera d’arte” e cercando di individuare se fosse un inganno oppure no: c’era davvero un escremento lì dentro? Quegli occhi da ragazzino avevano centrato in pieno la tematica che il grande artista milanese pone nella sua più grande icona nell’arte delle avanguardie artistiche nel secondo dopoguerra. È  proprio su questa doppia visione, sugli interrogativi, sull’incominciare a porci delle domande, che avviene la grande genialità di quel grande provocatore di Manzoni! Lui che è il dio potente, quel dio che si ritrova a firmare in diretta corpi di donne, palloncini con dentro il valore del suo “fiato d’artista”, “basi magiche” dove ognuno può trasformarsi in sua scultura, e anche a firmare anche scatole gialle con dentro la sua merda d’artista, indipendentemente se sia falso o vero. Un’ironia sottile e concettuale che arriva all’apice nella sua “Linea” più lunga, dove disegna una linea su un foglio di 7200 metri, che sigilla in un cilindro di metallo cromato e che seppellisce perché possa essere ritrovata casualmente in futuro forse lontano. Quel futuro lontano è ormai arrivato: a cinquant’anni di distanza dalla scomparsa del grande artista, morto neanche trentenne, Milano celebra Piero Manzoni con una grande mostra a Palazzo Reale – Piero Manzoni 1933-1963 – visitabile dal 26 marzo al 2 giugno. Sono ancora fuori dal Palazzo Reale di Milano e presa la mia Molaskine e la mia solita bic nera annoto i pensieri sparsi di quello stesso ragazzo che, dopo anni, si trova di nuovo davanti a Manzoni. Sguardo interiore. Ho lavorato su questo nella mostra appena vista: ho ramificato una tela composta di immagini e credo, nel mio più profondo sguardo interiore, l’unico che può vedere realmente quella linea di 7200 metri, l’unico che può vedere, ritrovandosi ancora davanti a quella scatoletta gialla, vista al Museo Donna Regina di Napoli, cosa c’è all’interno. C’è sicuramente la poetica di un genio; c’è sicuramente l’ideologia di un Artista, con la A maiuscola. Ci sono io, che sono il fruitore del suo pensiero. E ci siete tutti voi che, come me, diventate sua scultura …

Fuori Fuori Salone_by Maura Mantelli
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Si sa, il Fuorisalone è frenetico, convulso, tentacolare nella città. Molti si soffermano sul brand, sugli eventi che la città offre in questi sette giorni di delirio. Sempre e per fortuna in questa settimana si aggiungono ai protagonisti indiscussi – ovvero i mobili, il design, gli stand, i materiali, i concept, gli affordance – le persone, quelle appariscenti, quelle che sognano di fare le star per un giorno, quelle che sorridono, quelle vestite di rosa e perchè no… anche quelle che volano!

La città dentro_by Maura Mantelli
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Le immagini realizzate da Marco Splendore ricordano il film di Win Wenders Fino alla fine del mondo: mentre il pianeta terra è minacciato dalla caduta di un satellite, Sam e Claire attraversano vari paesi del mondo, anche per sfuggire alla catastrofe imminente. Il loro viaggio si conclude in Australia, dove il padre di Sam realizzerà un’apparecchiatura in grado di far vedere alla moglie cieca di nuovo le immagini. Queste sono sfumate, colorate, dai contorni indefinibili. Come quelle di Splendore, le immagini, sono irriconoscibili ma allo stesso tempo nitide. Un racconto evocativo che fa da cornice ai micro-cosmi ideati da Four Progect. Solidi puri che si lasciano contaminare da elementi naturali e vivi come il legno ed elementi artificiali dall’aspetto evanescente come l’acrilico. Con questo gioco di contaminazioni la materia apre in essa nuovi scenari capaci di riflettersi nel suo intorno.

La frutta sulla città_by Maura Mantelli
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The big apple is here! Al Fuorisalone tutto è possibile: anche portarsi a casa New York… o magari posare Amsterdam sulla tavola imbandita. Metrobowl, realizzata dal designer Frederik Roije,  riporta le trame delle città metropolitane. Modellando queste tessiture riesce a ottenere degli ampi contenitori senza alterare l’aspetto e la percezione del sistema urbano. Le città contengono sempre qualcosa di organico… in questo caso è frutta!

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In un ex edificio industriale a Tortona, l’impero del sol levante apre al salone con  Tokyo Imagine, evento che include diverse forme di espressione per rappresentare Tokyo. Nella città giapponese coesistono la metropoli moderna e l’antica cultura Edo. Questo rapporto tra presente e passato fa sì che i designer giapponesi spazino oggetti realizzati in carta di riso Hi-Tec a richiami di vecchie giostre animate da proiezioni video. Merry-go-round… a prova di samurai! 

@ Padiglione Visconti, Via Tortona, 58

Storie di luce e Fantasia_by Maura Mantelli
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Ogni inventore sa che al centro di una grande storia c’è un’idea che l’ha ispirata. È il caso di Indipendent Hub+, l’evento dedicato al design indipendente italiano. Indipendent Hub+ è un contenitore di idee e di creatività – caratteristiche che si identificano in molti designer emergenti. Lo studio MID, tra questi, considera la progettazione come un linguaggio, i loro lavori dialogano e interagiscono con le cose più semplici, raccontandoci quotidianità e fantasia. Fantasia,  che oltre a essere il nome della loro lampada, ci lascia liberi di immaginare e reinventare storie legate a un oggetto così comune nelle nostre case. I giunti stampati 3D per sorreggersi, infatti, si servono dei manici di scopa, rubano gli spaghetti dalla dispensa, sottraggono i cacciaviti nella cassetta degli attrezzi e utilizzano qualsiasi altra cosa capiti. Fantasia diventa elemento di connessione tra luce e supporti. 

@ Via Savona 53,  Milano

Patchwork Milano_by Maura Mantelli
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Un metodo per aggiungere un dettaglio, un’immagine o un colore alla città.  Texture urbane, che modificano l’infra-ordinario, stravolgono la natura degli elementi in modo da estremizzarli, catturando l’occhio dell’osservatore. Texture applicate ad elementi architettonici, talvolta esposte come in musei, altre volte diventano sharing metropolitani, evocando suggestioni sia tra un pubblico interessato, sia in chi il design non lo vive ma lo subisce.

MVRDV: The Vertical Village_by Greta Burtini
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Elaborazione di un modello di CITTÀ VIVIBILE che assecondi lo sviluppo verso l’alto; un villaggio che ha come scopo principale le relazioni umane tramite spazi verdi e luoghi d’incontro. Questo modello di città si propone per conservare le qualità del villaggio urbano tradizionale: maggiore flessibilità e più vita di quartiere. L’installazione del Fuorisalone 2014 è composta da 77 grandi cuscini in schiuma rivestiti a forma di piccole case, tutti differenti e che quindi possono essere sfruttati per realizzare diverse tipologie di villaggio.

Serendipity_by Matteo Pendenza
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“Passi veloci e curiosità. Occhi sgranati pronti a osservare, vedere, conoscere … Nel fiume di questa ondata multietnica ho respirato voglia di cultura, nonostante la diversità di classi, di ruoli, di conoscenza e di persone … Mi soffermavo sulla punte delle dita della gente che, con ironia, con bocche spalancate, con stupore e meraviglia, indicavano i più differenti design che si potevano intravedere nel Salone del Mobile milanese. Io ero fra loro e come un camaleonte mutavo il mio sguardo, ammirando il piccolo e contemporaneamente contemplando il grande. Credo che il Salone del Mobile offra realmente questo: una visione del mondo creativo su quegli oggetti quotidiani che ci appaiono oggi tanto banali quanto noiosi. Apriamo gli occhi e non accontentiamoci più: l’arte ci viene incontro in tutte le cose; possiamo ancora scegliere se mettere i colori nel nostro comune e quotidiano bianco e nero!”

Drugeot: Caos e Ordine!_by Greta Burtini
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Funzionale ma essenziale, irregolare ma in equilibrio, nessun schema logico accompagna il design di Drugeot! Legno puro avvolto nei colori, un risultato del tutto naturale ma di grande impatto. Specchi e librerie multifunzionali, l’essenza del design di Drugeot è l’utilizzo delle forme pure della geometria…semplicemente geniale!

Everyday!_by Matteo Pendenza
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” Un sorriso spontaneo mi è nato in volto non appena vista questa strana scultura: un’insolita sedia bianca attirava l’attenzione su di sè… “eppure è un oggetto così usuale, un oggetto presente in ogni casa del mondo, in ogni ufficio, in ogni bar, in ogni negozio…dappertutto! Perchè sono così stupito di vederlo ora, qui, al Salone del Mobile 2014 di Milano, davanti a me?” …il perchè a queste domande, che nascevano spontanee in me, come in tutte le altre persone presenti in sala, era piuttosto semplice: ritrovare un cesso stravolto nel design era decisamente inaspettato e, nello stesso tempo, assolutamente intelligente: se penso ai tram tram della giornata, agli appuntamenti, alla fretta, al tempo che va sempre più veloce… se penso a questo poi collego il tutto anche a lei. L’unico vero momento di pausa che troviamo è proprio lì, su quella sedia, magari facendoci svagare la testa, magari donandoci un po’ di lettura veloce, magari ripensando a parole e momenti appena vissuti, assaporandoci la vita con tanta tranquillità e…comfort! Federico Traverso rappresenta nella sua EVERYDAY la perfezione nella comodità che cerchiamo ogni giorno! Assolutamente geniale!”

Walking in the jungle_by Maura Mantelli
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Nella frenesia del Salone del Mobile la passeggiata tra Mario Bellini e Nicola Di Battista diventa l’occasione per esplorare a una diversa velocità i padiglioni che ospitano anche le ultime creazioni di un maestro, di ieri e di oggi, della nostra storia.

Una slow-motion che ha dato modo ad entrambi di ritrovarsi e condìvidere idee e opinioni.

Rimettiamoci all’Opera_by Miriam D'Ignazio
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“Chi ha detto che un tavolo è un piano con 4 gambe? … che un tavolo non può farti pensare? …che un tavolo non può avere una doppia vita: sopra e sotto il piano? …che ormai tutti i tavoli sono stati inventati? …che un tavolo non può essere un “OPERA” di 24 parti e 40 incastri?” “Who said that a table is a flat surface with four legs? …that a table can’t make you think? …that a table can’t have a double life: above and below the flat surface? …that all tables have already been invented? …that a to WORK made of 24 parts and 40 joints?” Mario Bellini 

@Salone del Mobile, Rho Fiera (Padiglione 5 - MARITALIA)

Nendo, giving people a small ” ! ” moment with Emeco_by Maura Mantelli
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We just meet the Emeco‘s brand manager who allowed us to ask to the designer some questions about the stool he designed for them, “SU”. As architecture students, we would like to know how “SU” can balance between complexity and simplicity to get the “smile” effects, which is one of the most important aspects of his work. We’ll back to you soon with his answers. Stay tuned!
@Salone del Mobile, Rho Fiera