SUPERDESIGN

Nello spazio di Martina Simeti - in Via Tortona, 4 - la mostra “Supercolla, nuova formula rinforzata per ogni tipo di modernità” ha inserito come indiscussa protagonista dell'esposizione la sedia Superleggera progettata da Gió Ponti, uno degli oggetti di design industriale più importante della seconda metà del 900. 

Guido Musante e Maria Chiara Valacchi, curatori della mostra, hanno affidato a 31 personaggi, tra designer ed artisti, il compito di "riparare" le superleggere del Portafiori, un famoso bistrot milanese, ormai ridotte in cattivo stato. 

Camminando tra le diverse reinterpretazioni dell'indiscussa icona della sedia è impossibile non notare la rivisitazione di Chi Chi No design, che gioca con il suo peso e con la realizzazione di quattro cuscini di polistirolo e cenere foderati in una plastica trasparente. I quattro cuscini insieme pesano ben 1,7 kg.

Giulio Iacchetti invece, con la sua “Rinuncerei”, decide di non intervenire. Ferma il tempo e lo fa attraverso il cellophane, proteggendola, lasciandola così com’è, lasciando solo un biglietto con su scritto:

 

“Ho preferito non modificarla”

 

come segno di rispetto verso Gió Ponti. 

Il duo AMeBE la reinterpreta come sedia da ufficio, ironizzando con la loro “superufficio”. 

La superleggera progettata da Gió Ponti nel 1955 – prodotta da Cassina in larga scala dal 1957 in poi – rimane, dopo più di 60 anni, un oggetto di superdesign e simbolo dell’artigianato e del design Made in Italy in tutto il mondo.

Le 31 rivisitazioni speciali della sedia che pesa solo 1,7 Kg saranno visibili dal 9 al 19 Aprile.

 

ANDREA DI CINZIO –

 

 

Spazio Martina Simeti

Via Tortona, 4

Ingresso gratuito

Dal 9 al 19 Aprile.

 

Allestimento mostra Supercolla nello Spazio Martina Simeti  ©photo Andrea Di Cinzio

Sullo sfondo - sopra sinistra Ettore Favini, Ordito e sulla destra, Sylvie Auvray, Shake.

In basso a destra Riccardo Beretta, Virginia Woolf ed in primo piano Antonio Scarponi, Estumazione. 

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Andrea Di Cinzio

La reinterpretazione di Clino Trini Castelli, Protoleggera Spineto, 2019 – 1955.

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La reinterpretazione di Chi Chi No Design ©photo Andrea Di Cinzio

La reinterpretazione di Didier Faustino, Super Fragile.

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La reinterpretazione di Piero Lissoni, Supercopper.

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La reinterpretazione di Giulio Iacchetti, Rinuncerei.

©photo Andrea Di Cinzio