A un fiore di distanza

 

by CHIARA TUTTOLANI

 

La campagna, una città. Giardini e labirinti interiori e tutte le mappe che intrecciano strade percorse e desiderate. Tutto è paesaggio, anche nel mezzo delle cose. Tra i colori della terra, tra gli edifici, tra le distanze. Allora cosa succede quando incontriamo l’altro e ci sono margini che ci separano? Cosa si crea nel mezzo? Resta uno spazio e dei gesti che lo abitano. 

E tutti insieme, non siamo noi stessi paesaggi? 

L’armonia, le traiettorie, gli intrecci del nostro andare.

 

Le interazioni e gli spazi cambiano. Continuamente vengono definiti da noi, dagli altri. Da chi sostituisce un abbraccio ad una distanza bianca. Giuseppina Giordano la colora e la fa vibrare. “Corolle” è un nuovo modo di indagare la sfera di possibilità in cui ci muoviamo ogni giorno. Reinterpreta le ristrettezze ed i nuovi spazi che si creano attraverso sculture indossabili, delicati petali che ci trasformano in boccioli, proteggendoci da possibili contagi. Rende abitabile un limite imposto e trasforma una ristrettezza in qualcosa di più, qualcosa con un senso più profondo, pubblico e privato. Noi, come dei fiori a primavera. 

Le città si trasformano in giardini, se guardate dall’alto. Si riempiono di colori e forme nuove tra il grigio monotono e gli spigoli troppo acuti. È immaginare di poter essere, nella sofferenza di nuovi luoghi da esplorare, dei fiori in rinascita. Sentirci insieme davvero e ricostruire un dipinto delicato del paesaggio che desideriamo. 

 

Le persone definiscono i luoghi, gli spazi, creano paesaggi. Tutto nasce dalle relazioni, dal modo in cui abitiamo. Ciò che è fuori di noi sarà sempre definito da ciò che è tra noi. 

“Mondo di sofferenza: eppure, i ciliegi sono in fiore”scrive Kobayashi Issa. 

 

E tu lasciati fiorire.