Padiglione di Barcellona, Ludwig Mies van der Rohe

Ordine, chiarezza, essenzialità, sono le parole chiave del vocabolario dell'architettura del grande maestro.

 

Pace, armonia, stupore, sono le sensazioni che ho provato visitando uno dei capolavori che meglio esemplifica il concetto “Less is more”.

 

Entrando nel Padiglione di Barcellona la separazione tra esterno e interno scompare e mi sento avvolta in uno spazio che, nonostante la sua razionalità, la geometria e la linearità nella disposizione dei setti che nettamente delimitano gli ambienti, riesce ad evocare poesia.

 

Una vasca d'acqua mi accoglie prima di immergermi tra le linee spezzate di travertino, marmo e onice, che indirizzano in mio sguardo in fondo, lì, dove la trasparenza del vetro, attraverso la quale la luce si diffonde soffusa, e il riflesso della statua di G.Kolbe sull'acqua, creano uno spazio unico e suggestivo.

 

E in quest'angolo mi siedo, sul quel freddo pavimento, quasi sentendomi indegna di poter toccare quel gioiello dell'architettura, a contemplare lo spazio intorno a me.

 

La semplicità, il contrasto tra i toni chiari e scuri dei materiali, la natura che mi circonda, la presenza dell'acqua, spingono a trattenermi e a desiderare di rimanere in questo posto, dove il mio ideale di ordine, purezza ed eleganza si concretizza.

 

Nessun grattacielo, castello o fortezza potrebbero farmi sentire così, nel mio mondo.

il viaggio attraverso le immagini >>

Precisione, linearità geometrica degli spazi ©Federica Moratti

Vista della grande vasca rettangolare ©Federica Moratti

Dettaglio dei materiali:Travertino a poro aperto ©Federica Moratti

Dettaglio dei materiali: Onice dorato. ©Federica Moratti

"Der Morgen" (il mattino), statua in bronzo di Georg Kolbe Federica Moratti

 Vista della vasca minore attraverso la parete vetrata ©Federica Moratti